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Torino torna capitale dell'auto: al Parco del Valentino Dal 7 all'11 giugno la terza edizione per il nuovo format del Salone

Torino è stata la capitale dell'automobile, un'avventura cominciata a fine Ottocento. Case che hanno fatto la storia d'Italia, come Fiat e Lancia, e altre che hanno lasciato il segno per genialità. Il Salone è ripartito nel 2015 ed è stato subito successo: un omaggio alle vetture di ieri e di oggi

Dici Torino e dici auto. Ma non da oggi, bensì da sempre. La città ha accolto fin dalla fine del XIX secolo geniali officine in grado di sfornare modelli all’avanguardia. Alcune sono vissute poche anni, altre si sono sviluppate in settori di nicchia, altre ancora si sono evolute in case internazionali, a cominciare – ovviamente – dalla Fiat. Un fermento andato di pari passo con la voglia di mostrare al mondo quanto venisse creato nella ex capitale del Regno d’Italia, trasformatasi in una città di idee e di imprenditori.

Il castello del Valentino, prestigiosa location del Salone dell'auto
Il castello del Valentino, prestigiosa location del Salone dell’auto

Così nel 1900, dal 21 al 24 aprile, viene organizzata la prima edizione dell’Esposizione internazionale di automobili, poi divenuto per tutti il Salone dell’auto. Un appuntamento di successo, organizzato annualmente fino al 1972 e poi, con cadenza biennale, fino al 2000. Da allora più nulla, per la crisi del settore. Fino al 2015, quando l’esposizione torna con il nome di Salone dell’auto Torino e nella sua sede originale, il Parco del Valentino. Un ritorno di grande successo, come evidenziato nelle prime due edizioni e che promette di mantenersi tale anche per la prossima, in programma dal 7 all’11 giugno. Saranno presenti alcune tra le più grandi marche internazionali, a cominciare da Fiat, ovviamente. E poi Alfa Romeo, Audi, Bmw, Chevrolet, Ford, Honda, Lancia, Mazda, Mercedes-Benz, Mini, Porsche, Renault, Seat, Skoda, Smart, Suzuki, Toyota, Volkswagen e Volvo. Brand di lusso come Cadillac, Ferrari, Jaguar, Lamborghini, Lotus, McLaren e Pininfarina. Altri rivoluzionari come l’elettrica Tesla. Saranno festeggiati i 70 anni della Ferrari e i 90 della Volvo mentre il 10 giugno sarà il giorno del Gran Premio Parco del Valentino: una sfilata dei vari modelli da piazza Vittorio Veneto fino alla palazzina di caccia a Stupinigi.

La Lancia Flaminia riservata ai presidenti della Repubblica nella giornata dell'insediamento
La Lancia Flaminia riservata ai presidenti della Repubblica nella giornata dell’insediamento

Un Salone che è anche un omaggio a quanto ha rappresentato Torino per l’industria automobilistica. Un racconto la cui memoria è costituita dal Mauto, lo straordinario Museo dell’auto che, ogni anno, è tra i più visitati della città: si va per vedere modelli unici oppure che hanno scritto la storia delle quattro ruote in Italia; si va per visitare mostre che rendono omaggio a chi ha fatto del design e dell’originalità il proprio marchio di fabbrica; si va per rendere un omaggio a Torino. E’ impressionante il fermento vissuto a cavallo tra fine Ottocento e ampia parte del Novecento. Una febbre ideativa che coinvolgeva ingegneri, costruttori, meccanici e semplici appassionati, pronti ad avviare avventure sulle quattro ruote, sia come società sia come affari di famiglia. Molte hanno ballato una sola estate, alcune sono durate di più, altre si sono specializzate. Se Fiat oggi esiste ancora, per lungo tempo ha dovuto condividere la propria fama insieme con la Lancia, fondata da Vincenzo nel 1906 con l’idea di dedicarsi alle auto di lusso. Vetture per clienti un po’ snob, a volte. Il vero “lancista”, per esempio, pretendeva auto con la guida a destra. Un’avventura che si conclude nel 1969, quando la fabbrica entra nell’impero Agnelli.

Primo piano di un modello Diatto, il marchio preferito da Casa Savoia
Primo piano di un modello Diatto, il marchio preferito da Casa Savoia

E poi case come la Ceirano (poi Ceirano Scat), creata da Giovanni Battista e che aveva tra i soci Emanuele Cacherano di Bricherasio, successivamente entrato nel gruppo di fondatori della Fiat. La casa nasce nel 1898, crea un modello di successo come la Welleyes, ideata dall’ingegnere Aristide Faccioli (e poi ripresa dalla Fiat per la Fiat 3 ½ hp, sua prima auto), chiude nel 1932. A causa della Ceirano ha invece origine la Diatto, che aveva iniziato con Guglielmo l’avventura nel 1835 realizzando carrozze di lusso. I nipoti Pietro e Vittorio acquistano un’auto Ceirano, non sono soddisfatti e, con i soldi del rimborso, si dedicano all’auto. Vetture di lusso, con la casa Savoia tra i clienti. E proprio i Savoia ne decretano la fine negli Anni Trenta quando non danno seguito a un’ordinazione di 8.500 vetture per il Regno. Auto di lusso ma anche auto visionarie, come quelle elettriche della Gallia, o passate alla storia, come l’Itala del principe Scipione Borghese e del giornalista Luigi Barzini, che vince il raid Pechino-Parigi nel 1907.

Tazio Nuvolari taglia il traguardo al Valentino reggendo il volante in mano
Tazio Nuvolari taglia il traguardo al Valentino reggendo il volante in mano

E Torino ha voluto dire anche auto da corsa, che hanno avuto in comune Tazio Nuvolari. Il pilota mantovano guida prima la Chiribiri, poi passa a una vettura della Cisitalia, azienda operativa dal 1946 al 1963. Nel 1949 resta impressa nella memoria la foto di Nuvolari che conclude un giro della Coppa Brezzi con il volante in mano: si rompe lo sterzo ma lui riesce ad arrivare al cambio per la riparazione usando solo il piantone, grazie a una chiave inglese, e mostrando il volante a un pubblico incredulo. E questo dove accade? Proprio sul circuito del Parco del Valentino.

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