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Un viaggio ad Asti, dove tutto parla di Vittorio Alfieri Il grande letterato vi nacque a metà Settecento: viaggiò per il mondo, ma tornò spesso in questo angolo di Piemonte

La casa-museo di Vittorio Alfieri è stata riaperta al pubblico: un gioiello architettonico (rivisto dallo zio Benedetto, grande architetto) che nasconde tesori. Ma Asti regala altre sorprese: dalla cappella dei palii alle Torre Troiana, da Palazzo Mazzetti alla Domus Romana

Tutto ad Asti parla di Vittorio Alfieri. E non potrebbe essere diversamente, visto che qui nacque una delle personalità più irrequiete del XVIII secolo. Fu viaggiatore e scrittore, polemista e traduttore, incapace di stare a lungo fermo in un luogo, a cittadino del mondo e figlio dell’Italia: dalla Russia a Firenze (dove morì ed è sepolto), dalla Svezia a Roma, dalla Vienna imperiale alla Torino dei Savoia. Si innamorò perdutamente di donne affascinanti, seguì in prima persona gli eventi della Rivoluzione francese, fu sempre insofferente alle prepotenze dell’ordine costituito. Soprattutto ebbe sempre Asti nel cuore, tornandovi per andare a trovare la madre Monica Maillard.

Il monumento funebre di Vittorio Alfieri realizzato da Antonio Canova nella chiesa di Santa Croce a Firenze
Il monumento funebre di Vittorio Alfieri realizzato da Antonio Canova nella chiesa di Santa Croce a Firenze

Oggi la casa in cui venne alla luce è diventata un appartamento-museo grazie all’impegno dell’amministrazione comunale. Un lavoro che si è completato a gennaio con l’inaugurazione delle tre sale mancanti: l’anticamera, il salotto e la stanza in cui il letterato venne alla luce il 16 gennaio 1749. Ed è curioso vedere come Alfieri sbagli la propria data di nascita, quando scrive “nella città d’Asti in Piemonte, il dì 17 di gennaio dell’anno 1749, io nacqui di nobili, agiati, ed onesti parenti”. Il padre è il conte Antonio Amedeo Alfieri di Cortemilia, che muore di polmonite quando Vittorio non ha ancora compiuto un anno, la madre è, come detto, Monica Maillard de Tournon, sposata in seconde nozze (era vedova) e che avrebbe avuto come terzo marito Carlo Giacinto Alfieri, parente del marito morto. Alfieri vive cinque anni nel palazzo, costruito in epoca medievale e poi completamente rinnovato da uno zio, l’architetto Benedetto Alfieri – uno dei più importanti dell’epoca – prima che Vittorio nascesse. La casa sorge nel corso omonimo, al civico 375, ed è uno dei luoghi alfierani da visitare in città. Altri sono la seconda casa, quella che sorge in piazza Cagni dove oggi si trovano le suore Domenicane, oppure la chiesa di San Martino, luogo elettivo delle punizioni cui era sottoposto Alfieri. Ragazzo complicato e insofferente all’obbedienza, veniva umiliato con l’imposizione di una reticella da notte sulla testa e poi portato nella chiesa per pentirsi e assistere alle funzioni. Quelle funzioni che seguiva con la sorella Giulia anche al monastero di Sant’Anastasio, dove la ragazza era ospite prima di essere trasferita in quello di Santa Croce. Oggi l’edificio dedicato a Sant’Anastasio non c’è più: abbattuto a inizio Novecento, sulle sue fondamenta è stato edificato il liceo classico Alfieri.

Il ritratto della contessa d'Albany e di Vittorio Alfieri conservato a Palazzo Madama a Torino
Il ritratto della contessa d’Albany e di Vittorio Alfieri conservato a Palazzo Madama a Torino

Pur viaggiando molto, come detto, Alfieri faceva tappa in città appena poteva. C’era l’affetto legato al luogo in cui era nato, come testimoniato in uno dei due sonetti in piemontese scritti nel 1783 (quello che comincia con “Sonet d’un Astesan an difeisa del stil ‘d soe Tragedie”), e c’era l’affetto per la madre, morta nel 1792. Un rapporto stretto che si può toccare con mano in una città in cui tutto parla di lui. Omaggi pubblici come la piazza e il monumento, come il teatro, come il liceo classico. E il palazzo natale. Un percorso che parte dall’anticamera, caratterizzata dai ritratti del poeta e di Luisa di Stolberg-Gedern, la contessa d’Albany, grande amore di una vita intera. Altri ritratti di famiglia sono presenti nelle diverse stanze: su tutte quella dove Alfieri venne alla luce, caratterizzata da uno splendido letto a baldacchino. E poi manoscritti autografi, documenti, costumi di scena, bozzetti per le opere teatrali, una casa-museo che aiuta a fare conoscere ai nostri tempi una personalità, al tempo stesso, complicata e imponente.

La Torre Rossa che sorge di fianco alla chiesa di Santa Caterina
La Torre Rossa che sorge di fianco alla chiesa di Santa Caterina

Asti, poi, merita una visita per molti altri motivi. Non mancano proposte legate al cibo e al vino, vanto di un territorio con pochi eguali in Piemonte (ma non solo), oppure inserite nella tradizione, come il Palio che si corre ogni terza domenica di settembre (in piazza Alfieri, ovviamente…) e le cui origini risalgono all’epoca medievale. Perché Asti è città dal passato glorioso e importante, come racconta la sua architettura urbana a cominciare dalla Domus Romana, che si trova in via Varrone 30. Risale al I secolo dopo Cristo, è rimasta una parte dello splendido pavimento a mosaico. Dell’epoca romana è testimonianza l’anfiteatro rinvenuto in via D’Azeglio 22 nel 1987, durante lo scavo per la costruzione di un palazzo. Anche questo risale al I secolo dopo Cristo. Vicino alla Domus Romana, poi, sorge la Torre Rossa, della stessa epoca: difendeva la porta occidentale della città, oggi fa parte della chiesa di Santa Caterina, un tempo chiesa di San Secondo, da non confondere con l’omonima Collegiata, una splendida chiesa gotica citata per la prima volta in un documento dell’880 e che, nella cappella dedicata al patrono della città, ospita l’esposizione dei palii.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo, una delle più grandi chiese del Piemonte
La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo, una delle più grandi chiese del Piemonte

Il gotico, poi, caratterizza la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo, una delle più grandi in regione per dimensioni. Il primo insediamento risale a un periodo tra il V e il VI secolo, mentre il rifacimento di metà 1400 le ha consegnato l’attuale aspetto. Medievale è anche la già ricordata Sant’Anastasio, di cui è rimasta la cripta, risalente all’XI secolo. Il sito ospita pure tracce della pavimentazione di età romana e delle prime chiese romaniche. Se invece volete ammirare Asti dell’alto, c’è la Torre Troiana, in piazza Medici. E’ una delle torri civiche che hanno caratterizzato l’epoca medievale, conosciuta anche come Torre dell’Orologio: 44 metri di altezza, per 199 scalini in legno. Se volete poi fare un’esperienza singolare, merita una visita il Museo Paleontologico in corso Alfieri 381, riaperto a inizio febbraio, con la bella collezione di fossili e con l’acquario preistorico, che racconta quello che era il Mare Padano. Infine date un’occhiata al programma di Palazzo Mazzetti, in corso Alfieri 357, una splendida dimora signorile dove è intervenuto l’architetto Benedetto Alfieri. Oggi ospita eventi, mostre, la pinacoteca civica e una caffetteria dove concedersi una sosta golosa.

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