Nelle sale della Biblioteca Civica di Tortona è in corso la mostra dedicata all’architetto milanese Guido Frette (Viareggio 1901- Milano 1984), dal titolo “Un razionalista a Tortona”. Frette è stato fra i fondatori nel 1926 del “Gruppo 7”, creato, appunto, da sette giovani architetti, un collettivo di professionisti che si proponeva di rinnovare il pensiero architettonico corrente, dando un taglio netto con l’Ottocento, dettando nuovi principi per un’architettura che si rifaceva al Movimento Moderno in Europa, ispirandosi a Le Corbusier, Gropius e Mies van der Rohe. Guido Frette è stato l’autore, fra le altre cose, di una casa in collina a Vho (considerata da Frette la “sua cosa migliore”), della Casa Littoria (definitiva da Frette “non brutta”) e di alcuni progetti, non realizzati, per lo Chalet Castello.
Frette è stato fra i fondatori nel 1926 del “Gruppo 7”, creato, appunto, da sette giovani architetti, un collettivo di professionisti che si proponeva di rinnovare il pensiero architettonico corrente, dando un taglio netto con l’Ottocento, dettando nuovi principi per un’architettura che si rifaceva al Movimento Moderno in Europa, ispirandosi a Le Corbusier, Gropius e Mies van der Rohe.
Ha partecipato alle varie Triennali di Milano, si è dedicato sia all’architettura sia al design per interni, una figura attiva: si è occupato di scenografia e critica teatrale, ha curato diversi allestimenti anche all’estero, ha scritto molto e ha insegnato a Brera.
La mostra che vede la partecipazione dell’architetto Franca Petocchi autrice della tesi “Testimonianza di un moderno: Guido Frette architetto del Gruppo 7”, che ha avuto modo di conoscere ed intervistare Frette, sarà visitabile sino al 25 febbraio 2017 con il seguente orario: da martedì a venerdì 9.30-12.30 e 15.00-18.00. Sabato 15.00-18.00
Ingresso libero
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