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Curiosità

Le strade del Liberty portano a Torino Torino è la capitale del Liberty: ville, palazzi e anche fabbriche nel segno dell'arte floreale. Pietro Fenoglio il maestro riconosciuto

Una rivoluzione che si verifica a inizio Novecento e che ha in corso Francia il suo punto di riferimento, dal Villino Raby a Casa Fenoglio-Lafleur. L'originalità del Villaggio Leumann a Collegno e il gioiello Mulassano in piazza Castello

Tutto ha origine all’inizio del cosiddetto secolo breve. Torino a cavallo tra Ottocento e Novecento è una città in fermento. Ha smaltito l’arrabbiatura per essere stata “scippata” da Roma come capitale, diventa un punto di riferimento in altri campi. Sono gli anni in cui muove i primi passi l’industria cinematografica che, con l’Itala Film, darà vita ai kolossal di Giovanni Pastrone. Sono gli anni in cui un gruppo di esponenti della borghesia – ma non solo – cittadina pone le basi di quella che sarebbe diventata la Fiat (e senza dimenticare la Lancia). Sono gli anni in cui si disputa il primo campionato di calcio e in cui nasce quella che diventerà la Federazione Italiana Gioco Calcio. E sono gli anni dei grandi appuntamenti internazionali come quello che, da aprile a novembre 1902, ospita al Parco del Valentino l’Esposizione internazionale decorativa moderna. E’ un evento di grande successo, tra gli espositori della Gran Bretagna è elencata anche la Liberty & co., l’azienda creata da sir Arthur Lasenby Liberty, specializzata nel commercio con l’Estremo Oriente per quanto riguarda oggetti e tessuti. In Italia è talmente popolare da identificare il movimento artistico nato in Belgio e battezzato Art Nouveau. Da noi diventa, per l’appunto, Liberty e Torino la sua nuova capitale.

Un'immagine di Cabiria, kolossal diretto da Giovanni Pastrone nel 1914
Un’immagine di Cabiria, kolossal diretto da Giovanni Pastrone nel 1914

Pietro Fenoglio, il maestro del Liberty

In città si forma un fortunato asse borghesia-industria. La prima rappresenta la classe emergente, con i mezzi economici necessari per investire. La seconda è invece attratta dal bello: la fabbrica non deve essere solo un luogo di lavoro, ma deve essere pure essere adeguatamente inserita nel contesto urbano. Committenti che trovano in Pietro Fenoglio l’uomo giusto. Ingegnere e architetto al tempo stesso, è ritenuto il maestro incontrastato del Liberty torinese. Tocco inconfondibile e leggero, esaltato dai motivi legati alla natura propri di questa corrente artistica. L’asse privilegiato delle sue creazioni è corso Francia, Qui, al civico numero 8, si trova il Villino (o Palazzina) Raby, realizzato nel 1901 su commissione di Michele Raby. Nasce come abitazione privata, Fenoglio lo disegna in collaborazione con l’architetto Gottardo Gussoni: anche per questo lo stile non è univoco, con influenze della scuola francese e di quella belga. E’ un edificio che spicca tra i palazzoni di corso Francia, caratterizzato da un bow-window di dimensioni molto più ampie rispetto agli status abituali. Oggi è sede dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Torino, visitabile in alcune giornate appositamente organizzate.

Il villino Raby, una delle opere realizzate da Pietro Fenoglio a Torino
Il villino Raby, una delle opere realizzate da Pietro Fenoglio a Torino

Una casa mai abitata

Poco più avanti, all’incrocio con via Principi d’Acaja, sorge invece casa Fenoglio-Lafleur: porta il nome dell’architetto, ma Fenoglio non vi ha mai abitato. Si tratta di un edificio considerato tra i maggiori esempi del Liberty italiano e definitivo per quanto riguarda quello torinese. Costruito nel 1901, il palazzo è curato da Fenoglio in ogni minimo particolare nei tre piani su cui si sviluppa. L’architetto disegna anche i termosifoni in ghisa, per quella che avrebbe dovuto diventare la sua casa-studio e che invece venne venduta al signor Lafleur (o La Fleur), un imprenditore francese. Un edificio civile che si inserisce nel filone di opere come Casa Balbis, in via Balbis 1, e Casa Florio, in via Monte di Pietà 26, mentre Villa Scott, in corso Lanza 57, è da abbinare a realizzazioni come il Villino Raby.

Casa Fenoglio-LaFleur, considerata il capolavoro non solo del Liberty torinese
Casa Fenoglio-LaFleur, considerata il capolavoro non solo del Liberty torinese

 

Il Liberty e l’industria

Fenoglio abbandona la progettazione nel periodo precedente la Prima Guerra Mondiale, non prima che le sue capacità vengano richieste anche dal mondo dell’industria. Sue sono le ex Officine Grandi Motori, in corso Vercelli, suo è l’ampliamento dell’ex birrificio Metzger, in via San Donato 68, oggi sede di di un supermercato. La sua eredità è comunque racchiusa nel Villaggio Leumann, sorto a Collegno su spinta di Napoleone Leumann, che trasferisce il cotonificio da Voghera alle porte di Torino e chiede all’architetto di realizzare un borgo dove possano vivere gli operai con le loro famiglie. Si tratta di 120 alloggi distribuiti in 59 villini, ma non solo. Ci sono anche le infrastrutture necessarie come la cooperativa alimentare, le scuole, i bagni pubblici, un convitto, un albergo, fino arrivare alla chiesa e alla stazione del tramway.

Una delle palazzine del rivoluzionario Villaggio Leumann, ai confini tra Torino e Collegno
Una delle palazzine del rivoluzionario Villaggio Leumann, ai confini tra Torino e Collegno

 

Il caffè gioiello

La scuola del Liberty torinese attira in città personaggi come il friulano Raimondo Tommaso D’Aronco, protagonista all’Esposizione del 1902 dove realizza la Rotonda d’onore, ovvero il padiglione principale dell’evento. Questo è andato perduto ma in via Petrarca 44, a pochi passi dal Valentino, c’è Villa Javelli, edificata da D’Aronco nel 1904. Altri contributi importanti si devono all’ingegnere Antonio Vandone di Cortemilia. Sua è Casa Maffaei, in corso Montevecchio 50, dagli inconfondibili balconi in ferro battuto. Suo è soprattutto lo spettacolare Caffè Mulassano, un compendio Liberty in pochi metri quadri sotto i portici di Piazza Castello. Soffitto in legno e cuoio, specchi, boiseries e l’imponente bancone bar con la caratteristica fontanella. Un luogo nel cuore dei torinesi e storico non solo per il Liberty: qui venne inventato il tramezzino, ma questa è un’altra storia…

L'interno del Caffè Mulassano, locale che si trova sotto i portici di piazza Castello
L’interno del Caffè Mulassano, locale che si trova sotto i portici di piazza Castello

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