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Sci e Snowboard per tutti i gusti sulle montagne del Piemonte Le Alpi offrono una possibilità unica per praticare gli sport invernali

Torino 2006 è stato il fiore all'occhiello dello sci piemontese: le montagne della Via Lattea sono diventate famose in tutto il mondo. Il fascino di Bardonecchia e i comprensori del Cuneese: Limone Piemonte e Mondolè Ski. Il Monte Rosa del Vco e di Alagna Valsesia. Pragelato regina del fondo

Tempo di neve, tempo di sci. Il Piemonte è tra le località storiche per gli sport invernali e se l’Alto Adige ricopre un ruolo di leader in Italia, anche la nostra regione sa raccogliere tantissimi turisti, che vanno oltre i confini locali: basti pensare agli inglesi che atterrano in massa a Caselle durante le vacanze natalizie per poi dirigersi nelle valli vicine. Una tradizione nata tra le due guerre e rinverdita soprattutto dalle Olimpiadi del 2006, che hanno portato Torino al centro dell’attenzione mondiale.

Lo Chalet Mollino: un capolavoro sulle piste di Sauze d'Oulx
Lo Chalet Mollino: un capolavoro sulle piste di Sauze d’Oulx

I Giochi del 2006 hanno avuto come casa la Via Lattea, il comprensorio che si sviluppa tra Sauze d’Oulx, Sestriere, San Sicario, Cesana, Pragelato e Claviere fino a sconfinare nella francese Montgenèvre. Nevi che non hanno ospitato solamente l’evento olimpico, ma che sono sede anche della Coppa del Mondo. Il calendario del 2016/17, per esempio, ha fissato l’appuntamento per il fine settimana di sabato 10 e domenica 11, con un gigante e uno slalom femminili sulla pista Kandahar Giovanni Agnelli. Eventi che chiamano moltissimi appassionati e molti di più li richiamano le 212 piste per un totale di oltre 200 chilometri. Sessantanove impianti di risalita per una proposta in grado di rispondere a ogni esigenza, dallo sciatore più esperto a quello alle prime armi: 41 nere, 97 rosse, 67 blu e 7 verdi. Un comprensorio che dà la possibilità di variare panorami e pendenze ogni giorno, divertendosi a saltare da una località all’altra, da una baita all’altra, dove mangiare, prendere fiato e abbronzarsi un po’ al sole. Come allo Chalet Mollino, ideato dal geniale architetto che ha lasciato il segno non solo a Torino, in edifici come il Teatro Regio, la Camera di commercio e l’Auditorium Rai. Carlo Mollino lo realizza tra 1946 e 1947, nei pressi del Lago Negro a Sauze d’Oulx, a 2.286 metri di quota. Lo chalet si impone subito come uno dei più affascinanti progetti architettonici dell’epoca, oggi recuperato e restituito agli sciatori grazie al lavoro dell’amministrazione comunale. Un luogo imperdibile.

Una veduta di Bardonecchia con il Villaggio Olimpico
Una veduta di Bardonecchia con il Villaggio Olimpico

E se uno dice Via Lattea, non può non dire Bardonecchia, l’altro luogo d’eccellenza per il turismo invernale (ma non solo) dei torinesi. Facendo base a Campo Smith si può partire alla volta dei comprensori di Colomion-Les Arnauds e Melezet, mentre un servizio navetta permette di arrivare in cinque minuti allo Jafferau, dove si può salire fino a 2.800 metri di quota per uno sci fuoribosco, in un contesto affascinante. Anche Bardonecchia significa sci a misura di ogni esigenza, con 23 impianti di risalita e uno sviluppo di 100 chilometri di piste (5 nere, 18 rosse e 16 blu). Una stazione che va oltre lo sci, perché via Medail è il luogo d’incontro alla fine delle giornate e perché c’è sempre un’iniziativa che aiuta a trascorrere ciò che rimane del tempo libero.

Un'immagine di Prato Nevoso, stazione del comprensorio di Mondolè Ski
Un’immagine di Prato Nevoso, stazione del comprensorio di Mondolè Ski

Se Via Lattea e Bardonecchia sono i fiori all’occhiello della Valle di Susa, nel Cuneese non mancano comprensori di grande attrattiva. A cominciare da Limone Piemonte, una delle località più amate dagli sciatori, sulle Alpi Marittime. Riserva Bianca si sviluppa su 80 chilometri di piste (di cui 6 nere), servite da 18 impianti di risalita, arrivando fino a 2.085 metri di quota. Altro luogo d’elezione è Mondolè Ski, che unisce una località storica come Frabosa Soprana (qui a fine Anni Quaranta gli appassionati salivano sul Monte Moro per dedicarsi alle discese), ad Artesina e a Prato Nevoso. Si tratta di una zona facilmente raggiungibile anche dalla Liguria e che oggi propone 130 chilometri di piste (con 24 impianti di risalita), che ne fanno la seconda area più estesa della regione. A pochi chilometri di distanza si trova invece San Giacomo di Roburent, 35 chilometri di piste che si sviluppano tra i 1.300 metri del Bric Colmé e i 1.600 del Monte Alpet. Restando nel Cuneese, località alternative sono Lurisia (famosa per le terme e per le acque minerali), con una quarantina di chilometri di piste che partono dal monte Pigna, e Garessio 2000, posta tra le Valli Casotto e Tanaro da dove, nelle giornate più belle, si riesce a vedere il Mar Ligure: a disposizione 30 chilometri di piste, servite da 5 impianti.

Uno degli splendidi panorama che si possono ammirare a Macugnaga
Uno degli splendidi panorama che si possono ammirare a Macugnaga

Anche il Novarese (versione Verbano Cusio Ossola) offre la possibilità di divertirsi con gli sci ai piedi, godendo di panorami differenti da quelli delle montagne torinesi e cuneesi. Come a Macugnaga, posta ai piedi del Monte Rosa. Il freddo punge parecchio da queste parti, ma è il solo prezzo da pagare a una vista mozzafiato, accessibile grazie a 10 impianti che servono 22 chilometri di piste salendo fino al Passo Moro, posto a 2.868 metri di altitudine, dove possono trovare particolare sfogo gli snowboarder. Sempre alle pendici del Monte Rosa, ma sul fronte del Vercellese, si trova Alagna Valsesia. Da qui si può raggiungere il comprensorio del Monterosa Ski, ma qui (soprattutto) si ritrovano i freerider, ovvero gli amanti dello sci fuoripista. Alagna è considerato uno dei loro paradisi, dove poter praticare non solo sci e snowboard su piste non battute, ma anche il classico telemark. Nel Verbano Cusio Ossola si può fare un salto a Domobianca, a un quarto d’ora da Domodossola: 21 chilometri di piste e un impianto per lo sci notturno, servito dalle seggiovie Motti e Prel. A San Domenico di Varzo, poi, gli impianti vi fanno salire fino a quota 2.550, sulle Alpi Lepontine. Sono 33 i chilometri di piste, con sette impianti. Anche qui si può sciare di notte. In Val Vigezzo, in una delle sette valli dell’Ossola, si può andare alla stazione Piana di Vigezzo, posta a 1.720 metri: disponibili 20 chilometri di piste, con 5 impianti. A Mottarone, infine, si può godere di una delle viste più belle delle Alpi piemontesi: domina il Monte Rosa, si scorge la Pianura Padana, si notano i profili della zona dei sette laghi. Qui si scia su 18 chilometri di pista, con sei impianti.

L'arrivo trionfale di Cristian Zorzi, oro nella 4x10 a Torino 2006
L’arrivo trionfale di Cristian Zorzi, oro nella 4×10 a Torino 2006

Tornando nel Torinese, infine, ci si può recare anche in piccole località. Meno frequentate rispetto alla Via Lattea e a Bardonecchia, ma con un loro fascino e una loro pace intrinseca. Come il Pian del Frais, la stazione sciistica di Chiomonte, sempre in Val di Susa, che si sviluppa per una trentina di chilometri di piste. Come Ala di Stura, a 50 chilometri dal capoluogo. O come Prali, in Val Germanasca: due seggiovie e due skilift che permettono di salire fino ai 2.230 metri della Capannina e di lì scendere per 25 chilometri di piste. Infine un ritorno Pragelato. Per lo sci alpino occorre prendere la funivia Pattemouche-Anfiteatro che porta a Banchetta: si può restare in questo minicomprensorio (con apposito skipass) oppure raggiungere la già citata Via Lattea. Ma Pragelato rimane la regina dello sci di fondo. Qui nel 2006 la 4×10 di Valbusa, Di Centa, Piller Cottrer e Zorzi vinse una staordinaria medaglia d’oro e qui oggi gli appassionati possono scivolare su uno degli anelli più belli della specialità.

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