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Cherasco e l’Imperatore “N”, dall’Italia all’Europa. L'armistizio e la Napoleonmania

Il rapporto di amore e odio tra Napoleone Bonaparte e le terre piemontesi che dai secoli scorsi arriva fino a noi.

Cherasco è una ridente cittadina della provincia di Cuneo, famosa oggi in particolare per le prelibateze gastronomiche, ma che ha però anche un passato storico importante alle spalle.

Tutto parte da Palazzo Salmatoris, dove, nella notte del 28 aprile 1796, il generale francese Napoleone Bonaparte, lì accampatosi durante la Prima Campagna d’Italia, impose ai ministri piemontesi, a nome del Re di Sardegna, la firma di quello che sarebbe passato alla storia come ‘Armistizio di Cherasco’.

Al tempo, il Palazzo era di proprietà di Carlo Secondo Salmatoris di Rosillon, il quale, dopo gli eventi di quel fatidico aprile, venne nominato Prefetto di Palazzo del Governo a Parigi. Da qui una lunga carriera al seguito del generale, poi Imperatore.

Dopo generazioni di cambi proprietari, Palazzo Salmatoris è oggi di proprietà del Comune di Cherasco che, dopo restauri e migliormenti, lo utilizza con orgoglio come sede di mostre ed eventi pubblici e culturali.

La prossima mostra prevista in calendario verrà inaugurata il 17 marzo, e narrerà proprio gli aspetti culturali e sociali sviluppati durante l’epopea napoleonica, che da qui iniziò la sua avanzata verso il resto dell’Italia.

Cherasco

 

EI FU. Napoleone Bonaparte dal Piemonte all’Europa.

Questo il titolo deciso per la mostra dall’Associazione Cherasco 1631, promotore ufficiale di questo evento in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

Le finalità che l’esposizione si pone sono principalmente quelle di seguire la crescita politica e militare del generale, dagli inizi fino all’esilio a Sant’Elena, e in particolar modo quelle di illustrare come, attraverso i principi illuministici della Rivoluzione, Bonaparte abbia portato ad una forte laicizzazione del territorio piemontese influenzando sia la vita pubblica che privata, anche dei Paesi nemici.

Si intende porre l’attenzione su vicende e protagonisiti della vita civile che influenzarono la società dall’irruzione delle truppe francesi fino all’esilio del loro capo supremo.

Legislazioni, strategie militari, filosofie e arti, tutto fu influenzato dallo Stile Impero che con Napoleone padroneggiava a quel tempo in Europa.

La mostra, attraverso un vario e fitto catalogo di tipologie di beni, racconta storie di battaglie e degli eserciti che le hanno combattute, racconta di trasformazioni urbane, sociali e culturali, storie di artisti studiosi e di cittadini, come quelli di religione ebraica, che durante l’Impero Napoleonico ottennero una forte emancipazione.

Gli oggetti in esposizione saranno circa un centinaio, tra documenti, stampe, armi, costumi e strumenti musicali….tutto quello che può raccontarci come la vita quotidiana si svolgesse in quel periodo.

Le opere arrivano da istituzioni pubbliche come private, dagli archivi più piccoli a colossi come il Museo Egizio di Torino e la Fondazione Ometto Accorsi, collaboratori nell’organizzazione.

Per una migliore fruizione dell’esposizione, il percorso previsto seguirà l’ordine cronologico dei maggiori avvenimenti suddivisi in 12 aree tematiche. Un’area particolare sarà riservata al secondo piano alla cosidetta Napoleonmania. Di cosa stiamo parlando?

Napoleonmania

Il generale Bonaparte è sicuramente il personaggio storico più conosciuto al mondo, e in tutto il mondo, un mito che attraversa i secoli ed arriva fino a noi.

Fu lui stesso a gettare le basi per il mito di se stesso, grazie alla sua proverbiale capacità di raccontare ma soprattutto di raccontarsi.

Artisti, scrittori e pittori, perennemente al suo seguito, per concorrere alla creazione di quell’aurea da condottiero e combattente coraggioso e sempre vincitore. Ogni rappresentazione era finemente calibrata per emanare alla perfezione l’idea che l’Imperatore aveva di sè.

Ma il colpo di genio arriva con la fondazione del primo vero brand della storia della pubblicità: “N”.

Tutto, dall’argenteria da tavola ai libri stampati, veniva letteralmente marchiato con la lettera “N” circondata da tutti quei simboli che nella storia del mondo hanno rappresentato la forza dei grandi imperi, esempio eclatante è l’aquila romana.

Un mito costruito ad hoc che fa leva su uno dei tratti caratteriali principali di Bonaparte, ovvero il suo potere di fascinazione: non solo i suoi soldati, ma anche politici e uomini d’arte rimasero soggiogati dalla sua figura.

Tutto questo oggi si trasforma, da una parte, in collezionismo sfrenato, dall’altra, nell’utilizzo della sua immagine, sempre ed ovunque riconoscibile, come testimonial di numerose pubblicità e spot di qualsiasi tipo di prodotto, dal Vermouth alle cravatte di alta moda.

Insomma, oggi come allora basta poco per evocarlo, oggi come allora Napoleone è la Francia e diventa promotore della contemporaneità.

cherasco

La mostra è aperta al pubblico dal 17 marzo al 24 giugno, con ingresso libero, dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 12 e dalle 14 alle 19.

Per l’inaugurazione il Comune ha organizzato una grande rievocazione storica in costume d’epoca del momento dell’arrivo del futuro Imperatore in terre piemontesi.

Per maggiori informazioni: www.eifunapoleone.it

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